Sarà una corsa tutta da vivere quella che porterà San Giovanni Rotondo al voto del 7 e 8 giugno 2026 per il secondo turno delle elezioni comunali. A contendersi la fascia tricolore saranno Floriana Natale e Rossella Fini, protagoniste di un testa a testa che al primo turno ha evidenziato una città profondamente divisa sul piano politico.
La candidata del centro-destra, Floriana Natale, sostenuta dalle liste Forza Italia-PPE, Noi Moderati-Cuore Civico, Fratelli d’Italia, In Formazione Civica e Noi Ora-Città Attiva, ha chiuso davanti a tutti con il 35,0% dei consensi. A inseguire, a distanza ravvicinata, Rossella Fini, espressione del centro-sinistra e appoggiata da Rossella Fini Sindaco, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Con San Giovanni Rotondo, che ha ottenuto il 34,3% dei voti.
Determinante, in vista del ballottaggio, sarà adesso il comportamento elettorale degli esclusi dal primo turno. In particolare, gli occhi sono puntati su Giuseppe Siena, arrivato terzo con il 22,21% grazie al sostegno delle liste Casa Riformista e Competenza e Territorio. Secondo alcune indiscrezioni, il fronte riformista potrebbe orientarsi verso la candidata del centro-destra, così come potrebbe risultare decisivo anche l’atteggiamento del moderato Domenico “Mimmo” Longo, fermatosi al 2,87% con Unione di Centro-Sovranisti.
Più prevedibile, invece, sembrerebbe la posizione di Roberto Cappucci, leader di Rifondazione Comunista, che con il 5,62% dei voti potrebbe convergere naturalmente verso il centro-sinistra di Rossella Fini. Tuttavia, al momento, nessun accordo ufficiale è stato ancora annunciato e le trattative tra le varie anime politiche sarebbero già iniziate sottotraccia.
Se la matematica dovesse avere un peso decisivo, il centro-destra partirebbe teoricamente favorito. Sommando i voti delle aree moderate e riformiste, Floriana Natale potrebbe infatti ampliare il vantaggio accumulato al primo turno. Ma la politica, soprattutto nei ballottaggi, spesso sfugge ai semplici calcoli aritmetici.
Il clima che si respira in città è già quello della grande sfida. In particolare, appare delicata la situazione interna al centro-sinistra e al PD di Raffaele Piemontese e Giuseppe Mangiacotti, partito già frammentato nella fase iniziale della campagna elettorale e che ora rischia nuove tensioni proprio nel momento decisivo. Le prossime ore saranno fondamentali per comprendere se prevarranno gli accordi politici oppure le scelte autonome degli elettori.
San Giovanni Rotondo si prepara dunque a due settimane intense, tra trattative, apparentamenti e strategie elettorali. Il ballottaggio del 7 e 8 giugno decreterà non soltanto il prossimo sindaco, ma anche i nuovi equilibri politici della città.
