SAN GIOVANNI ROTONDO – Dopo l’esito delle elezioni amministrative, Pio Cisternino, esponente della Casa Riformista e storico collaboratore dell’ex candidato sindaco Giuseppe Siena, interviene con parole dure nei confronti del Partito Democratico e di quella che definisce una gestione politica che avrebbe portato alla sconfitta del centrosinistra.
Secondo Cisternino, la vittoria della neo sindaca Floriana Natale e del centrodestra sarebbe il risultato diretto della frattura interna al campo progressista.
«È il momento di fare un’operazione di verità», afferma Cisternino, ricordando i numeri del primo turno. Le tre coalizioni riconducibili al centrosinistra, infatti, avevano complessivamente ottenuto 8.921 voti, pari al 62,13% dei consensi, contro i 5.438 voti raccolti dalle due coalizioni di centrodestra, ferme al 37,87%.
«Eppure oggi la città sarà governata dal centrodestra. La risposta è dolorosa ma molto chiara: il centrosinistra è stato vittima di un cannibalismo politico che ha portato alla divisione del fronte progressista», sostiene l’esponente della Casa Riformista.
Nel suo intervento, Cisternino punta il dito contro quella che definisce «l’arroganza e la smania di comando di una sola famiglia politica», accusata di aver preferito la rottura all’unità pur di imporre la propria linea e le proprie scelte.
Particolarmente severo il giudizio nei confronti della dirigenza del Partito Democratico. Cisternino ricorda come, a suo dire, la direzione del Pd avesse individuato per tre volte all’unanimità Giuseppe Siena quale candidato sindaco. Successivamente, dopo la rottura del cosiddetto campo largo, sarebbe stato sottoscritto un accordo politico tra il Pd e la Casa Riformista.
«L’intesa prevedeva Giuseppe Siena candidato sindaco e il sottoscritto vicesindaco. Era un accordo trasparente, costruito sul lavoro svolto negli anni e su una comune visione di città. Ma quell’accordo non è stato rispettato», afferma.
Secondo Cisternino, il Partito Democratico avrebbe scelto di seguire «diktat e pressioni esterne» anziché perseguire una sintesi politica capace di mantenere unito il centrosinistra. Una scelta che, sempre secondo l’esponente riformista, avrebbe favorito la vittoria del centrodestra.
Nonostante la sconfitta elettorale, Cisternino rivendica il risultato ottenuto dalla Casa Riformista, che ha raccolto circa 3.200 voti. Un consenso che considera il punto di partenza per la costruzione di un nuovo progetto politico.
«Non si tratta di una semplice resistenza elettorale, ma dell’atto di nascita di un laboratorio politico autonomo e riformista», dichiara. «Da San Giovanni Rotondo parte una sfida aperta a una concezione feudale della politica che per troppo tempo ha caratterizzato il territorio».
Guardando al futuro, l’esponente della Casa Riformista annuncia la volontà di proseguire il percorso politico avviato durante la campagna elettorale, a partire dall’attività in Consiglio comunale.
«Ripartiremo da questi 3.200 voti per costruire un’alternativa nuova, coraggiosa, trasparente e partecipata. Continueremo a rappresentare quell’idea di città diversa e migliore che abbiamo raccontato ai cittadini. Perché la dignità non si baratta e il futuro si costruisce insieme, senza divisioni», conclude Cisternino.
