SAN GIOVANNI ROTONDO – A distanza di anni, conservano una straordinaria attualità le parole pronunciate dal cardinale Camillo Ruini il 23 settembre 2012 a San Giovanni Rotondo, in occasione della memoria liturgica di Padre Pio da Pietrelcina e del decimo anniversario della sua canonizzazione.
Davanti a migliaia di fedeli provenienti dall’Italia e dall’estero, il porporato tracciò un profilo intenso del santo cappuccino, definendolo un autentico «segno di contraddizione» per il suo tempo, capace di suscitare al contempo ammirazione, devozione, dubbi e incomprensioni.
Un santo che ha sfidato il suo tempo.
Nella sua omelia, il cardinale Ruini evidenziò come la vicenda umana e spirituale di Padre Pio si sia sviluppata in un contesto storico caratterizzato da profonde trasformazioni culturali e religiose. Il Novecento, segnato da guerre, ideologie e crescente secolarizzazione, vide emergere la figura di un frate che richiamava costantemente alla centralità di Dio, della preghiera e della conversione.
Le stigmate, i fenomeni mistici e le numerose testimonianze legate alla sua vita spirituale furono oggetto di attenzione e, in alcuni casi, di contestazione. Non mancarono infatti momenti difficili e periodi di sofferenza, durante i quali il frate di Pietrelcina fu chiamato a vivere prove particolarmente dolorose anche all’interno della stessa comunità ecclesiale.
Secondo Ruini, proprio questa esperienza rende Padre Pio un autentico «segno di contraddizione»: una figura che non lascia indifferenti, che interpella le coscienze e che continua a interrogare l’uomo contemporaneo sul significato della fede e del rapporto con Dio.
La forza della sofferenza vissuta nella fede.
Uno dei passaggi centrali dell’omelia riguardò il valore redentivo della sofferenza. Padre Pio, ricordò il cardinale, non cercò mai il dolore, ma lo accolse come partecipazione al mistero della Croce di Cristo.
Una testimonianza che oggi appare particolarmente significativa in una società orientata a rimuovere ogni forma di sofferenza e fragilità. Per il santo cappuccino, invece, il dolore poteva diventare occasione di offerta, di crescita spirituale e di solidarietà verso chi soffre.
La sua vita fu segnata da una continua dedizione ai malati, ai poveri e ai pellegrini che accorrevano a San Giovanni Rotondo in cerca di conforto spirituale. Da questa visione nacque anche la realizzazione della celebre Casa Sollievo della Sofferenza, ancora oggi punto di riferimento per la sanità italiana e internazionale.
L’attualità del messaggio di Padre Pio.
Nel suo intervento, Ruini sottolineò inoltre come il messaggio del santo garganico mantenga una straordinaria forza anche nel XXI secolo.
La centralità della confessione, il valore della preghiera quotidiana, la fiducia nella misericordia divina e l’invito alla conversione personale rappresentano aspetti che continuano ad attirare milioni di fedeli da ogni parte del mondo.
In un’epoca in cui il sacro viene spesso relegato ai margini della vita pubblica, la testimonianza di Padre Pio continua a richiamare l’uomo all’essenziale: l’incontro con Dio e la ricerca di un significato più profondo dell’esistenza.
Un legame che continua nel tempo.
La celebrazione del 2012 confermò il profondo legame tra San Giovanni Rotondo e il suo santo più amato. Migliaia di pellegrini parteciparono alle celebrazioni, testimoniando una devozione che non conosce flessioni e che continua a crescere a oltre mezzo secolo dalla morte del frate cappuccino.
Ogni anno milioni di persone visitano i luoghi legati alla sua vita, rendendo la città garganica una delle principali mete di pellegrinaggio del mondo cattolico.
Per il cardinale Ruini, l’eredità spirituale di Padre Pio consiste proprio nella sua capacità di parlare al cuore dell’uomo di ogni tempo, richiamandolo alla fiducia nella misericordia di Dio, alla preghiera e alla chiamata universale alla santità.
Un messaggio che, a quattordici anni da quell’omelia e a oltre vent’anni dalla canonizzazione, continua a risuonare con immutata forza tra i fedeli e nelle comunità cristiane di tutto il mondo.
