SAN GIOVANNI ROTONDO – Non si placano le tensioni all’interno del Partito Democratico di San Giovanni Rotondo dopo le ultime elezioni amministrative che hanno visto il centrosinistra presentarsi diviso, favorendo la vittoria del centrodestra. A riaccendere il dibattito è l’ex sindaco Michele Crisetti, che torna a ricostruire le fasi che, secondo la sua versione dei fatti, hanno portato alla frattura del partito e alla nascita delle liste civiche che hanno sostenuto la candidatura a sindaco dell’ingegnere Giuseppe Siena.
Il presente servizio è ispirato a un articolo pubblicato dal quotidiano L’Attacco nell’edizione del 14 luglio 2026.

“Il Pd locale aveva scelto Giuseppe Siena”.
Secondo Crisetti, la candidatura di Giuseppe Siena non sarebbe stata una scelta estemporanea, ma il risultato di un percorso condiviso all’interno del circolo cittadino del Partito Democratico.
L’ex primo cittadino sostiene che fu il segretario cittadino Matteo Masciale a proporre per primo il nome dell’ingegnere, candidatura poi approvata all’unanimità dalla direzione locale del partito e presentata come proposta dell’intera coalizione di centrosinistra.
L’obiettivo, ricorda Crisetti, era individuare una figura di esperienza capace di guidare il cosiddetto “campo largo”, come richiesto anche dagli alleati.
Le difficoltà con il Movimento 5 Stelle.
Nel corso delle trattative sarebbero però emerse alcune riserve, in particolare da parte del Movimento 5 Stelle.
Per rafforzare la posizione del circolo cittadino, il Pd locale chiese l’intervento del segretario provinciale Pierpaolo D’Arienzo, che – secondo il racconto di Crisetti – avrebbe verificato personalmente la compattezza del partito attorno alla candidatura di Siena, impegnandosi poi a portarla al tavolo della coalizione provinciale.
La svolta: la candidatura di Rossella Fini.
Il punto di rottura sarebbe arrivato durante una riunione della coalizione svoltasi nella sede della Federazione provinciale del Partito Democratico.
Secondo Crisetti, in quell’occasione il confronto avrebbe preso una direzione diversa rispetto alle aspettative del circolo cittadino, fino ad arrivare alla scelta di Rossella Fini come candidata sindaca.
Una decisione che l’ex sindaco afferma di non aver condiviso, sottolineando come il Pd locale avesse già espresso in più occasioni una posizione favorevole a Giuseppe Siena.
“Contestiamo il metodo, non il nome”.
Per Crisetti il problema principale non sarebbe stato tanto il nome individuato per la candidatura, quanto il percorso decisionale.
L’ex sindaco ribadisce infatti che Giuseppe Siena si sarebbe dichiarato disponibile anche a fare un passo indietro qualora la sua candidatura fosse stata considerata un ostacolo all’unità della coalizione.
Secondo il suo racconto, sarebbero state possibili anche altre soluzioni interne al Partito Democratico, ma il circolo cittadino non sarebbe stato nuovamente coinvolto nella scelta finale.
La nascita delle liste civiche.
Da quella decisione sarebbe maturata la scelta di una parte degli iscritti e dei dirigenti storici del Pd di sostenere Giuseppe Siena attraverso due liste civiche di centrosinistra.
Tra i fuoriusciti figurano, oltre a Michele Crisetti, anche l’ex segretario della Cgil Peppino Marcucci e l’ex segretario cittadino Salvatore Dragano.
Secondo l’ex sindaco, si è trattato di una decisione dettata dalla volontà di rispettare quanto deliberato in precedenza dal circolo locale.
Il risultato elettorale e il malessere interno.
Crisetti richiama anche i dati delle elezioni amministrative, evidenziando come le due liste civiche abbiano raccolto circa 1.400 voti, mentre il Partito Democratico si sarebbe fermato intorno ai 1.800 voti, registrando, a suo giudizio, un risultato inferiore rispetto alla precedente tornata elettorale nonostante l’apporto di nuovi candidati.
Per l’ex sindaco, questo dato rappresenterebbe il segnale di un disagio politico che va oltre la semplice scelta del candidato sindaco.
“Serve una riflessione”.
Nelle conclusioni del suo intervento, Michele Crisetti torna a sottolineare che la vicenda non riguarda esclusivamente una candidatura, ma il metodo seguito nelle decisioni politiche.
Secondo l’ex primo cittadino, quando una posizione assunta e votata dal circolo locale viene superata senza un nuovo coinvolgimento degli iscritti, si crea inevitabilmente una frattura destinata ad avere conseguenze sul piano politico ed elettorale.
Le dichiarazioni di Crisetti riaprono così il confronto all’interno del Partito Democratico di San Giovanni Rotondo, dove il dibattito sulle scelte compiute durante la campagna elettorale resta ancora aperto e continua ad alimentare il confronto tra le diverse anime del centrosinistra.
