Un importante intervento di tutela del paesaggio rurale e della memoria storica del Gargano potrà finalmente partire. La Provincia di Foggia ha infatti espresso parere favorevole alla Valutazione di Incidenza Ambientale per il secondo stralcio del progetto di manutenzione straordinaria e ripristino delle “Macére”, ovvero dei muretti a secco all’interno del Parco Nazionale del Gargano.
Il provvedimento, contenuto nella determinazione dirigenziale n. 958 del 28 maggio 2026 del Settore Ambiente della Provincia di Foggia, rappresenta un passaggio fondamentale per l’avvio dei lavori nei territori comunali di Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo e Cagnano Varano.
Un patrimonio storico da preservare.
I muretti a secco rappresentano uno degli elementi più caratteristici del paesaggio garganico. Costruiti senza l’utilizzo di malte o leganti, attraverso la sapiente sovrapposizione di pietre locali, hanno per secoli delimitato proprietà agricole, accompagnato tratturi e mulattiere e contribuito alla gestione del territorio rurale.
Oltre alla loro funzione pratica, queste strutture costituiscono una testimonianza preziosa della cultura contadina e pastorale che ha modellato il Gargano nel corso dei secoli.
L’intervento autorizzato punta proprio a recuperare e valorizzare questo patrimonio storico, contrastando il degrado causato dal tempo, dagli eventi atmosferici e dall’abbandono di molte aree interne.
Interventi lungo percorsi storici e aree rurali.
Secondo quanto riportato nella documentazione tecnica, i lavori interesseranno diversi chilometri di percorsi storici presenti all’interno dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano.
Le opere riguarderanno il recupero e la ricostruzione dei muretti in pietra a secco lungo strade rurali, tratturi e sentieri tradizionali, utilizzando esclusivamente materiali e tecniche costruttive tipiche del territorio.
Particolare attenzione sarà riservata all’inserimento paesaggistico degli interventi, in modo da mantenere inalterata l’identità storica e ambientale dei luoghi.
Previsti anche interventi di manutenzione ambientale.
Il progetto comprende inoltre una serie di attività complementari necessarie per consentire il recupero delle opere murarie.
Tra queste figurano operazioni di pulizia selettiva delle aree interessate, decespugliamento controllato e interventi forestali mirati.
La documentazione tecnica prevede il taglio di 72 alberi e la potatura di ulteriori 38 esemplari, interventi che, secondo i tecnici incaricati, risultano indispensabili per garantire la sicurezza dei lavori e la stabilità delle strutture da recuperare.
Nessun impatto negativo sugli habitat protetti.
Uno degli aspetti più delicati dell’iter autorizzativo ha riguardato la verifica degli effetti delle opere sugli ecosistemi presenti nelle aree interessate.
I territori coinvolti ricadono infatti all’interno di siti sottoposti a elevata tutela ambientale, comprendenti Zone Speciali di Conservazione (ZSC), Zone di Protezione Speciale (ZPS) e habitat inseriti nella rete europea Natura 2000.
Dopo un’approfondita istruttoria tecnica, la Provincia di Foggia ha concluso che gli interventi non produrranno incidenze negative significative sugli habitat naturali e sulle specie animali tutelate.
Anche il Parco Nazionale del Gargano ha espresso parere favorevole, accompagnato da specifiche prescrizioni volte a garantire la piena compatibilità ambientale delle opere.
Un investimento per il futuro del territorio.
Il recupero dei muretti a secco si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del paesaggio rurale garganico e delle cosiddette infrastrutture verdi.
Si tratta di un’azione che punta non solo alla conservazione ambientale, ma anche alla tutela dell’identità culturale delle comunità locali, mantenendo vivi segni e testimonianze che raccontano secoli di storia agricola e pastorale.
Per territori come Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo e Cagnano Varano, il recupero di questi manufatti rappresenta anche un’opportunità di valorizzazione turistica, contribuendo a rendere più attrattivi sentieri, percorsi naturalistici e itinerari storico-culturali.
Un segnale importante contro l’abbandono delle aree interne.
L’autorizzazione concessa dalla Provincia di Foggia assume un valore che va oltre il semplice intervento manutentivo.
In un contesto in cui molte aree interne combattono contro lo spopolamento e il progressivo degrado del patrimonio rurale, il recupero dei muretti a secco rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il territorio e la sua storia.
La conservazione di questi elementi tradizionali significa infatti preservare non soltanto un paesaggio, ma anche la memoria collettiva delle comunità che per generazioni hanno vissuto e modellato il Gargano.
Con il via libera ambientale ottenuto nelle scorse ore, il progetto potrà ora entrare nella fase operativa, contribuendo a restituire valore e dignità a uno degli elementi più autentici e identitari del paesaggio garganico.
