A San Giovanni Rotondo è stato rimosso dall’aula consiliare il simbolo dedicato alle vittime della violenza di genere: le scarpe rosse, installate per volontà dell’amministrazione Barbano e istituite attraverso una specifica delibera consiliare. La rimozione sarebbe avvenuta con la nuova guidata da Floriana Natale, neo-sindaco della città di San Pio.
A rendere noto il fatto è stato il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Michelangelo Squarcella, che ha espresso forte contrarietà per la decisione e ha chiesto chiarezza sulle responsabilità.
«Togliere dall’aula consiliare il posto riservato alle vittime della violenza di genere, rappresentato dalle scarpette rosse e istituito con una delibera, non è una scelta amministrativa. È una scelta politica – dichiara Squarcella –. Chi l’ha deciso se ne assuma la piena responsabilità e abbia, almeno questa volta, un sussulto di dignità e il coraggio di spiegare ai cittadini perché ha ritenuto di cancellare un simbolo».
Il consigliere pentastellato aggiunge: «A chi si riempie la bocca di slogan contro la violenza, salvo poi tacere quando a compiere certi gesti sono i propri alleati del momento, va ricordato che il silenzio non è neutralità: è complicità».
Secondo Squarcella, la rimozione delle scarpe rosse rappresenta un gesto che va oltre il semplice spostamento di un oggetto, perché riguarda il valore simbolico del contrasto alla violenza sulle donne e la memoria delle vittime. «La dignità delle vittime non può essere sacrificata sull’altare degli interessi politici – conclude Squarcella –. Chi lo ha fatto faccia un passo indietro».
Il Movimento 5 Stelle chiede ora che venga chiarito chi abbia disposto la rimozione del simbolo e quali siano le motivazioni alla base della decisione.
