A Casa Sollievo della Sofferenza un intervento innovativo su un paziente di 28 anni con sordità bilaterale profonda. Il nuovo impianto cocleare è dotato di memoria interna e può essere monitorato anche da remoto.
SAN GIOVANNI ROTONDO – Un nuovo importante traguardo per la sanità pugliese e per la chirurgia della sordità. All’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo è stato impiantato, per la prima volta, un orecchio bionico di ultima generazione dotato di memoria interna.
L’intervento è stato eseguito su un uomo di 28 anni affetto da sordità bilaterale profonda dall’Unità di Chirurgia maxillofacciale e Otorinolaringoiatria dell’ospedale.
Un impianto cocleare di nuova generazione
Il dispositivo utilizzato è il Nucleus Nexa, un impianto cocleare multicanale intelligente che introduce alcune importanti innovazioni rispetto alle tecnologie tradizionali.
L’impianto cocleare consente di bypassare le cellule dell’orecchio interno danneggiate. Un microfono raccoglie i suoni, il processore li trasforma in segnali digitali e un ricevitore collocato sotto la cute li trasferisce agli elettrodi inseriti nella coclea. Questi ultimi stimolano direttamente il nervo acustico, permettendo al cervello di elaborare e riconoscere i suoni.
La vera novità del nuovo dispositivo riguarda però la memoria interna, progettata anche per poter accogliere futuri aggiornamenti tecnologici.
Una caratteristica che potrebbe rendere l’impianto più facilmente aggiornabile nel corso degli anni, seguendo l’evoluzione della tecnologia senza dover necessariamente intervenire nuovamente chirurgicamente sul dispositivo.
Tecnologia e sicurezza direttamente in sala operatoria
Un ulteriore elemento innovativo è rappresentato dalla possibilità di collegare l’impianto attraverso Wi-Fi a un tablet presente in sala operatoria.
Questa tecnologia consente all’équipe medica di verificare in tempo reale il corretto posizionamento del dispositivo e la sua funzionalità, offrendo ulteriori strumenti di controllo durante l’intervento.
Per un’operazione estremamente delicata come quella dell’impianto cocleare, la possibilità di effettuare verifiche immediate rappresenta un elemento importante sotto il profilo della precisione e della sicurezza.
Il paziente dimesso dopo appena un giorno
L’intervento sul 28enne è stato portato a termine senza complicazioni. Il paziente è stato dimesso il giorno successivo all’operazione e i primi controlli post-operatori hanno dato esito positivo.
L’impianto, tuttavia, non viene attivato immediatamente. È necessario attendere generalmente circa 30 giorni, così da consentire la corretta guarigione dei tessuti.
Successivamente inizierà la fase di attivazione e regolazione del dispositivo, accompagnata da un percorso di rieducazione uditiva fondamentale per permettere al cervello di adattarsi progressivamente ai nuovi stimoli sonori.
A chi è destinato l’orecchio bionico
L’impianto cocleare rappresenta una possibilità terapeutica per persone con sordità grave o profonda, in un ampio intervallo di età, dai bambini molto piccoli fino agli anziani, purché siano presenti le condizioni cliniche necessarie e, in particolare, il nervo acustico sia integro.
Non si tratta quindi semplicemente di “restituire l’udito” attraverso un dispositivo elettronico: l’impianto avvia un complesso percorso nel quale tecnologia, chirurgia, audiologia e riabilitazione devono lavorare insieme.
Anche la telemedicina entra nel percorso di cura
Un altro aspetto particolarmente interessante riguarda la possibilità di utilizzare telemedicina e teleaudiologia durante il follow-up.
La gestione a distanza di alcune attività di controllo e regolazione potrebbe ridurre il numero degli accessi fisici in ospedale, un vantaggio soprattutto per i pazienti che arrivano da altre regioni o da località lontane da San Giovanni Rotondo.
È una prospettiva che assume particolare importanza nel trattamento delle patologie croniche e nei percorsi che richiedono controlli e regolazioni periodiche.
Casa Sollievo, oltre 30 anni di esperienza nella sordità
Con questo intervento, Casa Sollievo della Sofferenza conferma una tradizione che dura da oltre trent’anni nel campo della diagnosi e del trattamento della sordità profonda.
L’introduzione del nuovo impianto cocleare rappresenta quindi non soltanto una novità tecnologica, ma anche un ulteriore passo avanti in un percorso fatto di esperienza clinica, ricerca, innovazione e multidisciplinarietà.
L’“orecchio bionico” impiantato a San Giovanni Rotondo racconta, ancora una volta, come l’innovazione tecnologica possa entrare concretamente nella pratica sanitaria e aprire nuove possibilità per le persone con gravi deficit uditivi.
Per il 28enne protagonista dell’intervento, ora comincia la fase forse più importante: quella dell’attivazione e della riabilitazione, nella quale la tecnologia dovrà trasformarsi progressivamente in suoni, parole e possibilità di comunicare.
